Parla l'etologo. L’anziano: la memoria storica del branco

Tra gli animali, qual è la considerazione nei confronti dell’anziano? Il loro comportamento è simile a quello dell’uomo? A spiegarlo a Of-Osservatorio finanziario è Enrico Alleva, dirigente di ricerca dell’ISS
di: Chiara Corti
21 Giugno 2016
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L’anziano visto come saggio, portatore di esperienza. Detentore di una memoria storica che, inevitabilmente, chi è giovane non può ancora avere. Lo sanno bene le specie animali che sono solite vivere in branco. A spiegare ai lettori di OF la concezione dell’anziano da parte degli animali, mettendola anche a confronto con quella della specie umana, è l’etologo Enrico Alleva, dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità, dal 2008 al 2012 già Presidente della Società Italiana di Etologia.

La concezione dell’anziano da parte degli animali
“Nel branco ciascuno ha un ruolo sociale”, spiega Alleva, “Prendiamo il caso delle matriarche per quanto riguarda gli elefanti oppure i primati. Se gli adolescenti sono utili per le grandi innovazioni, come l’individuazione di un nuovo cibo che si scopre essere commestibile, la concezione dell’anziano è molto simile a quella che ne ha l’uomo: i membri del gruppo più vecchi sono portatori di informazioni per il branco, dato che hanno vissuto più a lungo.

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