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USCITA DI VENERDì 24 MARZO 2017
COVER STORY
Il Sole 24 Ore
Le banche dell'eurozona hanno chiesto alla Banca centrale europea liquidità per 233,5 miliardi di euro, nella quarta e ultima operazione cosiddetta Tltro-2, che punta a incentivare le banche a impiegare i fondi nell'economia reale. Più di un quarto della liquidità assegnata è andata alle principali banche italiane, che hanno incamerato 62,8 miliardi. Le richieste soddisfatte dalla Bce sono venute da 474 banche e sono andate al di là della maggior parte delle attese dei mercati. Le banche hanno approfittato dell'ultima occasione per ottenere dalla banca centrale fondi a 4 anni a tasso zero, che può diventare addirittura negativo se il volume del credito concesso a imprese e famiglie supererà certi parametri. In tal caso, la Bce potrebbe corrispondere alle banche fino a 40 punti base. A spingere la domanda è stata anche l'aspettativa che, nel prossimo futuro, la Bce possa alzare i tassi d'interesse e quindi la liquidità per le banche diventerebe più cara. Per ora, l'istituto di Francoforte sostiene che alzerà i tassi solo dopo la conclusione dell'acquisto titoli, il Qe, prevista non prima del 2018, ma sui mercati alcuni operatori ritengono che il rialzo dei tassi possa essere anticipato.
Il Sole 24 Ore
iù di un quarto della liquidità assegnata è andata alle principali banche italiane, che hanno incamerato 62,8 miliardi. In molti casi gli istituti hanno partecipato all'operazione andando a esaurire interamente il plafond disponibile, con l'obiettivo di stabilizzare il funding a basso costo e di incamerare liquidità da destinare agli impieghi. A guidare la pattuglia degli istituti di casa nostra è stata UniCredit, che ha ottenuto 24,4 miliardi (di cui 15,5 destinati all'Italia), seguita da Intesa Sanpaolo (12 miliardi), gruppo Iccrea (9 miliardi), Bper (4,136 miliardi), Popolare di Sondrio (3,5 miliardi), Banco Bpm (3,1 miliardi), Ubi Banca (2,5 miliardi), Mediobanca (1,5 miliardi), Credito Valtellinese (un miliardo), Banca Ifis (700 milioni) , Credem (500 milioni) e Carige (500 milioni).
Il Sole 24 Ore
«L'approccio attendista (wait-and-see) che abbiamo visto spesso in passato non può continuare». Lo ha detto la presidente della vigilanza bancaria Bce Daniele Nouy all'Europarlamento riferendosi allo smaltimento dei “non performing loans” bancari. Il messaggio principale è che, ha indicato Nouy, «gli alti livelli di sofferenze dovrebbero essere fronteggiati dalle banche rilevanti come priorità in un modo complessivo, focalizzandosi sulla governance interna e definendo obiettivi ambiziosi ma realistici». I target delle banche «devono essere riflessi in modo appropriato in incentivi per i gestori e devono essere monitorati attentamente dagli organismi di gestione».
Corriere della Sera
Il salvataggio delle banche dell’eurozona non è scontato: per alcuni istituti potrebbe essere necessaria la liquidazione se non ci sono altre strade praticabili per il loro salvataggio. A dirlo, davanti al Parlamento Europeo, è la presidente della Vigilanza Unica Bce, Danièle Nouy, presentando giovedì 23 la relazione annuale. Il 2016 ha visto entrare in vigore il bail in, mentre il 2017 vede sotto osservazione ben tre istituti italiani: Mps, Popolare di Vicenza e Veneto Banca, tutte in attesa dell’ok Ue alla «ricapitalizzazione precauzionale» che a sua volta dipende dal giudizio di solvibilità di Bce. Nouy — indicando «la gestione dei rischi» come priorità del 2017 — ha ribattuto sul tasto più suonato dalla Vigilanza nei suoi tre anni di vita: la solidità e la stabilità delle banche. La via maestra è avere più patrimonio, che può essere ottenuto anche attraverso il consolidamento, cioè fusioni e acquisizioni. Ma la banchiera centrale ha sottolineato che «in casi particolari il consolidamento può anche prendere la forma dello scioglimento delle banche, se non diventano sostenibili»
ECONOMIA & FINANZA
Il Sole 24 Ore
Intesa Sanpaolo è pronta a mettere mano al suo portafoglio crediti. La banca, secondo quanto risulta a Radiocor Plus, sta studiando un'operazione che prevede il conferimento di crediti immobiliari del valore di oltre un miliardo di euro a una piattaforma in cui la banca resterà socia insieme ad ad altri partner specializzati. Nel portafoglio, ancora in via di definizione, dovrebbero entrare circa 75 asset. In parte si tratta di non performing loans secured, ovvero con sottostante garanzia immobiliare, e in parte di progetti immobiliari da rilanciare. Il piano di Intesa Sanpaolo - nome in codice Monopoli - sta già raccogliendo una forte curiosità sul mercato dove i grandi fondi specializzati attendono che la banca definisca i contorni dell'operazione. Il progetto è gestito dalla Capital light bank di Intesa Sanpaolo, la struttura guidata da Giovanni Gilli che gestisce gli asset non performing o comunque non strategici per l'istituto. La Capital light bank, creata tre anni fa, ha già fatto dismissioni per oltre 20 miliardi ed è vicina a raggiungere l'obiettivo di dimezzare lo stock di 50 miliardi entro il 2017 come previsto in sede di piano industriale
Corriere della Sera
Si ritroveranno a migliaia il 27 aprile i soci della banca più solida ed esclusiva del Paese, una popolare con voto capitario, praticamente sconosciuta eppure tra le 7-8 più rilevanti per attivo (4,4 miliardi). È una sorta di club per soli dipendenti (6.885) e pensionati della Banca d’Italia. Il bilancio 2016 della «Cassa di Sovvenzioni e Risparmio fra il personale della Banca d’Italia» (Csr) si è chiuso con un utile di 19,7 milioni, in calo rispetto ai 28 dello scorso anno quando già l’elevato costo della raccolta aveva eroso i margini. Ma il prezzo dell’azione, fissato a tavolino come in tutte le popolari non quotate, crescerà da 36,57 a 37,23 euro. All’assemblea di aprile due liste sindacali si contrappongono per il rinnovo del cda da cui esce l’attuale presidente, Giovanni Castaldi (foto), ex capo dell’Uif, il dirigente della Vigilanza che insieme al collega Claudio Clemente tentò di bloccare Gianpiero Fiorani, protetto dall’allora governatore Antonio Fazio. La Csr (3,1 miliardi di raccolta 2015, 931 milioni di impieghi) è un esempio di solidità ma non un’oasi di pace. Ha quasi 600 milioni di patrimonio netto (2015) e un minuscolo 0,1% di crediti deteriorati sugli impieghi
Le News di Of
Online si sottoscrivono conti e carte di pagamento, si attivano coperture sanitarie e si accede a e-commerce che offrono sconti dedicati. Via app, invece, si fanno i pagamenti e si trasferiscono soldi in tempo reale. Ma le novità non riguardano solo la tecnologia: nascono nuovi conti che diventano strumenti di protezione per tutta la famiglia. E sono in arrivo i primi wearable, da associare anche ai mutui. Claudio Susca, Responsabile Direzione Marketing e Pianificazione Commerciale di Unipol Banca racconta a OF il futuro della banca online
Il Sole 24 Ore
Tre notizie dal fronte Telecom Italia. Il gruppo torna all'utile, dopo la perdita di 70 milioni dell'esercizio precedente, con un risultato netto di 1,8 miliardi, frutto anche di una politica accelerata di contenimento dei costi impostata dall'ad Flavio Cattaneo. Telecom farà «concorrenza privata» a Enel Open Fiber nelle aree considerate a fallimento di mercato, dove gli investimenti sono aiutati dallo Stato con l'aggiudicazione di bandi ai quali la compagnia ha deciso di non partecipare. Il consiglio ha approvato la proposta di Cattaneo di costituire una società ad hoc per la costruzione della rete nelle aree cosiddette C e D, con un partner finanziario che avrà la maggioranza del capitale di modo che la società non sarà consolidata da Telecom.
Il Sole 24 Ore
Telecom Italia sotto la lente a Piazza Affari nel giorno in cui si riunisce il consiglio di amministrazione per l’approvazione dei conti del 2016, mentre è iniziato il conto alla rovescia per l'assemblea del prossimo 4 maggio, chiamata a nominare il nuovo consiglio di amministrazione dell'azienda di tlc. Entro il 9 aprile dovranno essere presentate le liste con la rosa dei nomi dei possibili consiglieri. E' sotto osservazione Vivendi nell'attesa di capire se presenterà una lista di maggioranza o di minoranza per il Board.
Il Sole 24 Ore
La disputa Mediaset-Vivendi va in scena oggi alle 17 all’Agcom, con l’audizione di Arnaud de Puyfontaine, ceo del gruppo transalpino, accompagnato dal legale Giuseppe Scassellati. La settimana prossima toccherà al vertice Mediaset - con una delegazione capitanata dal presidente Fedele Confalonieri - che, per par condicio, l’Authority delle comunicazioni ha deciso di ascoltare nuovamente, questa volta, appunto, anche in consiglio, come per i francesi. Terminato l’ultimo giro di audizioni, entro le prime due settimane di aprile è attesa la delibera dell’Agcom sull’istruttoria aperta il 21 dicembre per valutare se la contemporanea presenza di Vivendi nel capitale di Telecom Italia (quota di riferimento al 23,9%) e di Mediaset (28,8% del capitale, pari al 29,94% dei diritti di voto) sia o meno compatibile con le disposizioni del Tusmar (Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici) che impediscono, o comunque limitano, le possibilità di collegamento tra le due società che, insieme, sforano i tetti del Sic.
la Repubblica
Una litigata da 100 milioni di euro. E' questa l'indicazione che ha dato Pier Silvio Berlusconi circa l'impatto sui conti del 2016 di Mediaset derivante dallo scontro con Vivendi: tra le due società c'era un accordo per la cessione di Premium ai francesi e un contestuale scambio azionario, rispetto al quale il gruppo transalpino ha poi fatto marcia indietro. Una vicenda che è arrivata a occupare anche le aule di tribunale, in particolar modo dopo che la società guidata da Vincent Bolloré ha scalato il capitale delle televisioni di Cologno Monzese portandosi vicino al 30%.
Radiocor
Il dividendo e' uguale a quello pagato nel 2015 e nel 2014 ed include l'acconto di 0,02 euro gia' versato nel 2016. E' pagabile in contanti ed azioni. L'Ebitda del gruppo Bollore' nel 2016 e' calato dell'8% a 1,02 miliardi di euro. La liquidita' del gruppo e' migliorata, con un importo disponibile di 2,2 miliardi a fine febbraio contro 1,8 miliardi a fine 2016 e a fine 2015, grazie a una nuova emissione obbligazionaria da 550 milioni di euro. L'indebitamento netto ammonta a 4,2 miliardi, in calo di 218 milioni nel secondo semestre e di 22 milioni nell'anno. Il valore di Borsa del portafoglio di titoli quotati (Vivendi, Mediobanca ed altri) ammonta a 4,55 miliardi di euro a fine dicembre 2016. In particolare, le quote in Mediobanca (8%) e in Generali (0,13%) valevano 569 milioni, mentre il 20,7% in Vivendi valeva 3,6 miliardi. Il fatturato del gruppo, come gia' annunciato, e' stato di 10,07 miliardi, in calo del 7%
la Repubblica
L’ormai ex direttore del Sole 24Ore Roberto Napoletano, in aspettativa non retribuita dallo scorso 13 marzo, “partecipava regolarmente alle sedute del cda, pur non facendone parte”. Non solo, “pubblicava articoli nei quali metteva in risalto l’ottimo andamento delle vendite”, gonfiate dalla distribuzione di abbonamenti digitali inesistenti, ma addirittura “dava un contributo determinante nel redigere i comunicati al mercato”. A parlare è il manager Gabriele del Torchio, nominato amministratore delegato del Gruppo 24 Ore nel giugno 2016 e dimessosi nel novembre dello stesso anno. Il verbale del suo colloquio con gli investigatori è agli atti dell’inchiesta sulle false copie digitali del Sole, iscritte nel bilancio 2015.
AFFARI PERSONALI
Milano Finanza
A Piazza Affari in luce Ferrari , che ha chiuso in rialzo del 4,3% a 65,9 euro e su cui Citigroup ha alzato la raccomandazione da neutral a buy, con prezzo obiettivo che passa da 48 a 74 euro. Bene i bancari, in particolare Ubi Banca (+3,1% a 3,508 euro), Bper (+2,8% a 4,958 euro), Intesa Sanpaolo (+1,6% a 2,546 euro), Mediobanca (+1,2% a 8,445 euro) e Banco Bpm (+0,7% a 2,724 euro) ). Acquisti consistenti anche su Telecom Italia (+2,6% a 0,8395 euro), sostenuta dalle attese per i risultati 2016 che sono poi arrivati a mercati chiusi. Il gruppo ha terminato l'anno con un utile netto di 1,8 miliardi euro. In calo, invece, Poste Italiane (-2,03% a 6,27 euro), in scia alle indiscrezioni di stampa relative a una possibile revisione al ribasso della cedola per il 2017 in seguito alle operazioni di pulizia del bilancio da parte del nuovo top management. Gli analisti di Mediobanca Securities pensano che non ci siano motivi per cambiare la politica della cedola.
Milano Finanza
Nel suo bollettino economico la Bce, analizzando le dinamiche verificatesi nei primi nove mesi del 2016, ha rilevato come gli investitori esterni all'area euro abbiano effettuato dismissioni di titoli di Stato dei Paesi dell'Unione valutaria, riposizionamenti di cui l'Italia, inseme alla Germania, ha risentito maggiormente rispetto ad altri paesi. La Banca ha affermato che "dati a livello di singoli Paesi mostrano deflussi netti di investimenti di portafoglio per i maggiori Paesi dell'area euro, dovuti alle vendite nette da parte di investitori esteri di titoli di debito nazionali e agli acquisti netti di attività estere da parte di investitori domestici", sottolineando appunto come "le maggiori vendite nette di titoli di debito da parte di investitori esteri sono state registrate in Italia (4,1% del pil), seguita dalla Germania (3,1%) e dalla Spagna (1,8%)". All'opposto "gli investitori esteri sono stati acquirenti netti di titoli di debito francesi (con acquisti netti pari all'1,2% del pil)".
Morningstar
I fondi obbligazionari a basso rischio possono svolgere un ruolo utile per gli investitori con un orizzonte di investimento di breve periodo. Se si stanno mettendo via i soldi per una spesa a breve termine, un corso di aggiornamento o un acquisto immobiliare in due o tre anni, i fondi obbligazionari a basso rischio possono essere uno strumento prezioso come alternativa ai fondi monetari. Tuttavia, i rischi contenuti comportano rendimenti bassi. Per questa ragione, non conviene utilizzare questi fondi come parte importante di un portafoglio a lungo termine, visto che potrebbero non tenere il passo con l'inflazione in un intero ciclo di mercato. E’ anche fondamentale guardare ai costi: fee elevate rischiano di mangiare i ritorni già magri nel corso del tempo.
Morningstar
Si scrive “rischio”, si legge “opportunità”. Comprendere quali sono i principali risk factor può aiutare a formulare nel modo migliore le scelte di investimento. Analizzando gli indici Msci per area geografica attraverso il Morningstar Global Risk Model (che, sulla base dei dati fondamentali delle aziende e dei rating ad esse assegnate dai modelli quantitativi proprietari, permette di identificare le singole fonti di rischio e rendimento e il “premio” che si ottiene per l’esposizione a ciascuna di esse) è possibile capire le caratteristiche dei mercati in cui investire, in modo da adottare le soluzioni che meglio rispondono alle esigenze dell’investitore. Valutazioni azionarie. In base a questa analisi, la Cina è attualmente il mercato scambiato ai tassi di sconto più alti. Sebbene da inizio anno i listini di Shanghai e Hong Kong abbiano sovraperformato quelli sviluppati (e in particolare gli Usa), devono ancora colmare il gap di rendimento accumulato negli ultimi due anni e presentano quotazioni ancora molto convenienti (valori elevati nella colonna “valutazione" indicano un rapporto Prezzo/Fair value più basso)
Morningstar
Il portafoglio va ribilanciato una volta all’anno. Anzi no, meglio fare più aggiustamenti nel corso dei 12 mesi. “In realtà non esiste una regola precisa su quando è meglio rimettere mano ai propri investimenti”, spiega Richard Whitehall, portfolio manager di Morningstar Investment Management (MIM). “Un portafoglio va considerato in maniera olistica e bisogna assicurarsi che sia posizionato in maniera tale da raggiungere i propri obiettivi finanziari di lungo termine. Di sicuro, la corsa fatta dai mercati finanziari nell’ultimo anno suggerisce di andare vedere che cosa si possiede e se non sia il caso di aggiustare la composizione degli asset”. L’indice Morningstar World in 12 mesi (fino al 14 marzo e calcolato in euro) ha guadagnato quasi il 22% e ci sono attivi, come i tecnologici e alcuni emergenti, che hanno fatto segnare progressi fra il 40% e il 50%.
Milano Finanza
Altra matricola in arrivo a Piazza Affari. Dopo la ipo di Unieuro, che ha preso il via lunedì scorso, è iniziata anche l’offerta di Bff Banking Group (Banca Farmafactoring), specializzato nella gestione e smobilizzo prosoluto dei crediti commerciali vantati nei confronti delle Pubbliche amministrazioni in Europa. La società guidata dall’ad Massimiliano Belingheri opera in Italia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna e Portogallo e nel 2016 ha registrato un utile netto consolidato e rettificato di 88 milioni, con un coefficiente Cet1 a fine 2016 pari al 16,7%. Il collocamento, rivolto esclusivamente a investitori qualificati, ha per oggetto un massimo di 530 mila azioni ordinarie di Bff), corrispondenti al 31,16% del capitale (greenshoe esclusa) poste in vendita dall’azionista Bff Luxembourg Sarl.
Milano Finanza
Quali società europee riescono a beneficiare di più delle tendenze macro a livello internazionale? Gli analisti di Ubs ne hanno selezionato una trentina. Ecco quelle che hanno un rendimento della cedola 2017 superiore al 5% 1) Lloyds Banking group. Il dividend yield 2017 del gruppo finanziario inglese guidato da António Horta-Osório è 7,5%. Il titolo, che capitalizza 57 miliardi di dollari, ha realizzato un total return a un anno (performance + rendimento della cedola) del 2,6%. Il p/e (prezzo/utile) sale da 8,3 nel 2016 a 9,8 nel 2017. Il rating è buy (comprare) con target price 80 pence (+16%). 2) Royal Dutch Shell. Il colosso petrolifero Uk guidato da Ben van Beurden ha un rendimento della cedola dell'esercizio 2017 del 7,2%. Il titolo, che capitalizza 203,4 miliardi di dollari, tratta 31 volte l'utile 2016 e 12 quello del 2017, mentre il rating è buy (comprare) con prezzo obiettivo 2.500 pence, che implica un margine di rialzo del 14%. Ha realizzato un total return a un anno del 33%.
Il Sole 24 Ore
La prossima settimana saranno varati i Dpcm per garantire l’uscita anticipata dei lavoratori precoci (con 12 mesi di contributi prima dei 19 anni d’età), per l’anticipo pensionistico “social” (a costo zero per il lavoratore) e per l’Ape volontaria che, insieme al decreto con i criteri per l’uscita dei lavoratori impegnati in attività usuranti, costituiscono la “fase 1” del tavolo sulle pensioni, avviato a fine settembre dal governo con i sindacati. L’Esecutivo vuole rispettare la scadenza del 1° maggio per l’operatività dei nuovi strumenti previdenziali, ed una prima finestra per presentare le domande è fissata dal 1° maggio fino al 30 giugno. Il 30 settembre sarà stilata la graduatoria dei beneficiari.
INCHIESTE
Il Sole 24 Ore
I dati sui deflussi netti di investimenti di portafoglio per i paesi dell'Eurozona, che considerano le vendite nette da parte di investitori esteri di titoli di debito nazionali e gli acquisti netti di attività estere da parte di investitori domestici, evidenziano che «le maggiori vendite nette di titoli di debito da parte di investitori esteri sono state registrate in Italia (4,1% del Pil), seguita da Germania (3,1%) e Spagna (1,8%)». È quanto emerge dal Bollettino economico della Bce. Gli investitori esteri, invece, sono stati acquirenti netti di titoli di debito francesi (1,2% del Pil). In Spagna e in Francia si sono registrati anche afflussi netti di investimenti di portafoglio in titoli azionari da parte di investitori esteri.
INTERNAZIONALE
The New York Times
SAN FRANCISCO — The big banks and Silicon Valley are waging an escalating battle over your personal financial data, including the amount you spent on dinner last week and how much you are paying for your mortgage. Technology start-ups like Mint and Betterment have been building services that pull together your bank account and credit card records — after you supply the passwords. But now big banks are making a concerted push to set new restrictions on how technology companies can get access to this personal financial data, in some cases refusing to pass along information like the fees and interest rates they charge.
Financial Times
China’s financial system suffered a cash crunch this week as new regulations designed to curb shadow banking caused big lenders to hoard funds, highlighting the danger of unintended consequences from official moves to lower their debt.  Analysts have warned of rising risks from banks’ increased reliance on volatile short-term funding rather than customer deposits to fund loans and other investments. If money market interest rates spike in times of stress, institutions can be forced to dump assets in order to meet payments due to creditors.  Tightening liquidity prompted the seven-day bond repurchase rate to hit a three-year high of 9.5 per cent on Tuesday, versus an average of below 3 per cent since the beginning of 2014. Local media reported that several small rural lenders had defaulted on money market loans on Tuesday, prompting the central bank to offer them emergency funding. Central bank cash injections have since eased the problem, but the seven-day rate still hit 5.4 per cent on Thursday. 
Financial Times
China’s HNA Group has increased its stake in Deutsche Bank to 4.76 per cent. Shareholding information for Deutsche showed that C-Quadrat, the asset manager through which HNA made its original purchase of a 3.04 per stake in Deutsche in February, had increased its stake. The Chinese conglomerate, which controls airlines, hotels, banks and logistics companies, said upon taking the initial stake last month that it was a passive investor, staving off fears among investors that HNA would seek to take a strategic role in the lender. HNA in February became the fourth-biggest single investor in Deutsche. Two investment vehicles for members of the Qatari royal family own 6.10 per cent of the bank between them, while US investment group BlackRock owns 6.07 per cent.
Forbes
I’ve been using N26 for eight months now, and one particular word comes to mind when describing my experience: smooth. Over the course of these past eight months, I’ve saved nearly $1,000 in foreign exchange and ATM withdrawal fees, shed my bad habit of checking my bank balance daily and finally found financial peace of mind. I wrote a fairly in-depth N26 review on How I Travel last week, but given how impactful my experience with N26 has been, I want to make a case for why N26 is an excellent banking option for just about any international traveler. What is N26? Simply put, N26 is Europe’s first mobile bank. Founded in Berlin, N26’s growth has exploded since they launched in 2013, leading to several rounds of fundraising—most recently $40 million in summer 2016—and a steady stream of new clients. They’re known for their no-nonsense approach to banking, an attitude that has attracted venture capitalists and financial powerhouses Peter Thiel and Li Ka-Shing as early investors. What are the most popular N26 products?
TECNOLOGIA
Il Sole 24 Ore
Sono giorni intensi per il macrocosmo androidiano. Mentre l'uscita imminente dello smartphone di punta (il Samsung Galaxy S8) ha già catalizzato grandi attenzioni, gli sviluppatori del sistema operativo di casa Google sono alle prese con la versione 8. Si chiama Android “O” (sarà Oreo?), e la Developer Preview 1 è stata rilasciata, con grande sorpresa, in queste ore. Difficile ipotizzare, al momento, quando arriverà sul mercato. Va detto che con “Marshmallow” (Android 6), il sistema operativo di Google ha cambiato passo, con miglioramenti significativi in fatto di usabilità, sicurezza e design. Progressi confermati in pieno con la versione “Nougat” (Android 7). Per questo l'uscita di “O” è intesa, un po', come una prova di forza per un Os che è quasi monopolista del mercato mobile.
Il Sole 24 Ore
Dall’app pensata per educare i giovani a usare un conto bancario alla banca aperta centrata sull’utente, dal mutuo tutto digitale alla consulenza immobiliare, dalla piattaforma di servizi per startup al portafoglio di investimenti personalizzato, dal motore semantico per i dipendenti al coinvolgimento dei dipendenti per riorganizzare la banca fino al piano per migliorare la comunicazione con i clienti. Sono i nove i progetti più tecnologici e all’avanguardia nel settore bancario premiati nell’ambito del Premio per l’innovazione dell’Abi. Si tratta di progetti mirati a soddisfare le esigenze di imprese e famiglie in una logica di semplificazione e di avvicinamento al cliente che è alla base della sfida attuale delle banche. «Tutti i progetti presentati - ha commentato il presidente dell’Abi Antonio Patuelli - testimoniano il ruolo fondamentale svolto dal settore bancario nell’anticipare le esigenze della clientela sempre più evoluta, offrendo nuove soluzioni e il massimo della qualità dei servizi».
Il Sole 24 Ore
Ad oggi le start-up Fintech a livello globale sono oltre 1300, distribuite in 54 paesi con un livello di investimenti che dal 2010 ad oggi ha superato i 40 miliardi di dollari (fonte Goldman Sachs, 2015). In Italia. I numeri sono molto diversi nel nostro paese: nel 2015 sono state individuate 115 Fintech e nel settore sono stati investiti circa 33 milioni di euro (fonte Startupitalia, 2016), ma il tasso di crescita è stato del 400% rispetto al 2014, sintomo di un mercato molto attivo e con grandi potenzialità. Fintech Lighthouse Program. «Per far sì che questa evoluzione non rappresenti una minaccia, ma un'opportunità, le istituzioni finanziarie e le aziende operanti nel settore sono chiamate ad un cambiamento culturale importante» - spiega sottolinea Chiara Frigerio, segretario generale di CeTIF e professore di Organizzazione Aziendale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Il Fintech Lighthouse Program le supporterà nel comprendere che tipo di relazione instaurare con queste realtà, quali modelli operativi costruire e che tipo di sinergie sviluppare tra i fattori distintivi dell'uno e dell'altro paradigma»
Il Sole 24 Ore
Un filone particolarmente prolifico, negli ultimi anni, è quello dei tour virtuali, sempre più evoluti, delle case in vendita. Una delle ultime novità, che sta riscuotendo interesse sul mercato, è quella di realisti.co (www.realisti.co), start up torinese che grazie all’utilizzo di videocamere virtuali a 360° (controllabili via smartphone) dà – tra l'altro – la possibilità di proporre ai potenziali acquirenti visite virtuali “accompagnati” da un agente professionista (che può operare direttamente dalla propria agenzia). Si muove sullo stesso terreno il servizio proposto da 3DSign, realtà cresciuta dentro l'incubatore del Politecnico di Milano, che permette di creare un modello tridimensionale navigabile di un'abitazione su cloud, partendo da una semplice planimetria, consentendo poi di personalizzare gli ambienti, arredarli e, infine, condividere il risultato sui social network (www.3dsignband.com). Un valore aggiunto può essere rappresentato anche dalla capacità di mettere in luce, in prospettiva, le soluzioni progettuali per valorizzare l'immobile: è quello che permette di fare il sito CoContest.com, piattaforma “crowdsourcing” di interior design attraverso cui si può lanciare un “concorso di progettazione” online per ristrutturare o rinnovare una casa, ottenendo diverse opzioni
Il Sole 24 Ore
Quella fra Microsoft e Toyota è una strada che continua a intrecciarsi. Il colosso di Redmond e la casa automobilistica giapponese non sono nuove a partnership che riguardano i loro business. Nel 2011 una prima stretta di mano per portare servizi di cloud computing a bordo delle auto. Poi, un anno fa, la nascita di “Toyota Connect”, joint venture con sede in Texas di cui Microsoft possiede il 5%. Ora un nuovo accordo che riguarda le auto connesse. La notizia è stata divulgata attraverso il blog ufficiale di Microsoft. Si tratta, in sostanza, di un accordo basato sulle tecnologie riguardanti la connettività delle automobili. Una partneship che in parte esiste già, dato che a bordo di alcune auto Toyota sono integrati sistemi Microsoft (dall'assistente intelligente Cortana alle infrastrutture cloud per raccogliere i dati). Ora le due aziende – è scritto nel comunicato ufficiale - offriranno, ognuna per il suo campo, il know how acquisito
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