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Uscita di venerdì 20 aprile 2018

Assemblea Generali, i soci italiani superano quelli esteri. Pronte le linee guida del piano

Economia
L'assemblea Generali di approvazione del bilancio 2017, presente il 52,8% del capitale, diventa l'occasione per mettere in fila i target fin qui raggiunti dalla società e lanciare, sulla scorta di queste basi, le linee guida di quello che sarà il nuovo piano industriale della compagnia al 2021, che verrà presentato il prossimo 21 novembre a Milano nel nuovo grattacielo del Leone. Allo stesso tempo, il fronte rafforzato dei soci italiani torna a superare i fondi esteri che l'anno scorso avevano raggiunto il 24,4% del capitale mentre oggi sono al 22,91 per cento. Grazie all'ascesa della famiglia Benetton, che ha il 3,04% di Trieste, e alla crescita di Francesco Gaetano Caltagirone che ha raggiunto il 4% (ed è proiettato verso il 5%), il blocco italiano capitanato da Mediobanca (12,97%) e che conta anche Leonardo Del Vecchio (3,16%) si è presentato con il 23,12%. A cui peraltro vanno aggiunte anche le quote inferiori al 2%, tra le quali quella della famiglia De Agostini che ha l'1,7%...
 
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Donnet, il nuovo piano trasformerà profondamente Generali

Economia
Il nuovo piano industriale di Generali è destinato a cambiare in profondità l’assetto del Leone. Il business plan 2019-2021 che sarà presentato a Milano il prossimo 21 novembre presso la nuova sede di Citylife conterrà «una strategia molto diversa, basata sull’ulteriore ottimizzazione finanziaria, sull’espansione profittevole e su una profonda trasformazione». Linee guida tracciate ieri l’amministratore delegato del gruppo, Philippe Donnet, durante l’assemblea degli azionisti tenutasi a Trieste. «Il 2018 è un anno fondamentale», ha aggiunto Donnet ricordando che questo è «l’ultimo esercizio dell’attuale piano strategico e dovremo lavorare sull’elaborazione del prossimo. Con i risultati del 2017 e le prospettive del 2018 Generali sta decisamente per scrivere una nuova storia di successo». Anche il presidente Gabriele Galateri di Genola, aprendo i lavori assembleari, ha fatto cenno al nuovo piano in fase di elaborazione nel quale ci sarà «spinta all’innovazione e alla trasformazione digitale». Galateri nel suo intervento ha anche alzato l’attenzione sul quadro regolamentare che è tra i fattori esterni che preoccupano di più gli assicuratori europei per l’assetto rigido e oneroso. «Non voglio trascurare alcuni effetti positivi e necessari delle regolamentazioni in discussione o già in vigore; tuttavia l’industria assicurativa europea è compatta nel lamentare alcuni approcci eccessivamente conservativi che non vanno a beneficio né degli assicuratori nè degli assicurati», ha detto il presidente di Generali portando ad esempio il fatto che dal combinato disposto di Solvency 2 e della direttiva sui documenti informativi, entrata in vigore il primo gennaio 2018, i consumatori dovranno comprare polizze «sulla base di161 informazioni fornite tassativamente in formato cartaceo, da compilare a cura dell’assicuratore»....
 
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LA BATTAGLIA DELLE TLC. Telecom, l’ultima puntata della guerra tra Vivendi e il fondo Elliott

Economia
Il botta e risposta tra Vivendi e Elliott non si arresta, tanto più in vista dell’udienza in Tribunale che oggi potrebbe forse anche decidere sul ricorso presentato da Tim e dal suo primo azionista contro la delibera dei sindaci che ha riammesso all’ordine del giorno dell’assemblea del 24 aprile revoca e nomina di sei amministratori richiesta dal fondo di Paul Singer. Chi attacca (lo fa di mestiere) e chi si difende (visto che ha da proteggere 4 miliardi di investimento): gli argomenti sono necessariamente di parte, ma sul mercato hanno fatto breccia quelli del nuovo azionista che ha smosso il titolo. Ieri è stata la volta di Elliott. In un documento pubblicato sul sito dedicato - ww.transformingtim.com - l’attivista Usa ha contestato punto per punto il position paper diffuso due giorni fa da Vivendi. Non stiamo a elencarli tutti. Ma basta qualche spaccato per comprendere che difficilmente, prima di andare alla conta, si arriverà a a ricomporre la lite. come auspica l’ad di Tim Amos Genish....
 
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Tim, Elliott risponde a Vivendi: "Con loro il titolo ha perso il 35 per cento"

Economia
Vivendi contro Elliott, il braccio di ferro per il controllo di Telecom Italia si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo l'affondo del gruppo francese di ieri, oggi è la volta del fondo attivista americano che muove contro la società guidata dal finanziere bretone Vincent Bolloré cha preso la maggioranza dell'ex monopolista italiano. Non a caso, lo ha fatto nel giorno in cui Vivendi tiene la sua assemblea dei soci a Parigi, per riuscire ad avere ancora più esposizione mediatica e farsi "ascoltare" dalla comunità finanziaria. Durissimo il documento diffuso di primo mattino, con una serie di puntualizzazioni molto polemiche. "Vantaggi solo di parte". Si parte con l'accusa di aver "avvantaggiato se stesso" come dimostrano "le operazioni con parti correlate che consentono a Vivendi di trarre benefici per le società del gruppo come Canal Plus e Havas, a danno di Tim e dei suoi azionisti"...
 
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Treviso, processo a Veneto Banca: caos e proteste, sputi a Lanza

Economia
Decine di risparmiatori hanno protestato all'esterno del Tribunale di Treviso, oggi giovedì 19 aprile, durante la prima udienza del processo a Veneto Banca sull'ipotesi di insolvenza dell'istituto al momento della liquidazione nel giugno scorso. I comitati assiepati all'esterno hanno esposto striscioni contro gli amministratori dell'istituto. All'uscita Massimo Lanza, ex presidente, è stato insultato e colpito dallo sputo di un manifestante. Situazione tesissima, sull'episodio indagheranno le forze dell'ordine....
 
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Banca di Pisa e Fornacette, il dg: «Istituto solido e più vicino al territorio»

Economia
Con oltre 12.800 soci, Banca di Pisa e Fornacette rimane una delle banche più solide sul territorio e i dati lo confermano. In vista dell’approvazione del bilancio consuntivo, il direttore generale, Gianluca Marini, anticipa i numeri e le azioni intraprese nel corso dell’anno. Nel 2017, dopo la riforma delle banche di credito cooperativo, la Banca di Pisa ha aderito a Iccrea e lasciato il gruppo Cabel. «Gli organi di vigilanza - dice Marini - hanno definito, a favore dei risparmiatori, alcuni parametri volti a indicare la solidità di un istituto di credito. Questi indici esprimono lo stato di salute di una banca, che nel caso della Banca di Pisa e Fornacette sembrano dirci che l’istituto gode di ottima salute». Perché possiamo definire Banca di Pisa e Fornacette una banca solida? «Tutti gli indicatori sono migliorati rispetto al 2016. Il più significativo per la valutazione della solidità di una banca è il Cet1 (Common Equity Tier 1) che mette in rapporto il capitale sociale della banca con le sue attività ponderate per il rischio. Più è alto il valore, più la banca è solida. Il nostro è passato dal 13,09% al 13,73% Anche il Tcr (Total capital ratio) altro indice patrimoniale è aumentato dal 14,66% al 15,39%...
 
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LA GIORNATA DEI MERCATI. L'Europa guarda alle trimestrali. A Milano sale Telecom

Affari Personali
Sull'azionario milanese, si riaccende l'interesse su Telecom Italia mentre si fanno più accesi i toni nel botta e risposta tra Vivendi (oggi in assemblea a Parigi) ed Elliott, in vista dell'assemblea del 24 aprile e del 4 maggio poi. Nel dibattito interviene, con un'intervista al Sole 24 ore apprezzata dal mercato, anche il ceo Amos Genish. Il manager, in un'intervista al Sole 24 Ore, chiede il pieno supporto del board al piano industriale e spera che il conflitto tra i soci si risolva. Dal canto suo, Elliot stamattina ha risposto alle ultime dichiarazioni di Vivendi criticandone fortemente la gestione della società di tlc. Tra le altre cose, Elliott accusa i francesi di aver fallito «anche nel caso Mediaset». Bene i petroliferi che beneficiano della corsa del greggio con Tenaris ben intonata, Eni in positivo e Saipem in rialzo. Ancora acquisti su Leonardo - Finmeccanica.In rialzo Generali nel giorno dell'assemblea e dopo la cessione delle attività in Belgio per 540 milioni di euro...
 
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Commento. Le catastrofi ambientali spaventano più del crollo delle Borse

Affari Personali
I rischi ambientali ora fanno più paura di quelli economici. Secondo il Global risk report 2018 del World economic forum, gli eventi climatici estremi e i disastri naturali sono i fenomeni potenzialmente più pericolosi e probabili ai nostri giorni (il rapporto è basato su un sondaggio tra circa mille membri del forum in tutto il mondo, svolto tra il 28 agosto e il 1 novembre 2017). Il punto di non ritorno. Solo dieci anni fa, al primo posto nella classifica dei rischi c’era il timore di un collasso dei prezzi degli strumenti finanziari e al secondo l’instabilità in Medio oriente. Il cambiamento, dunque, è stato epocale. “Tutte le categorie di rischi ambientali hanno un impatto e un livello di probabilità superiore alla media in un orizzonte di dieci anni”, si legge nel rapporto. “Usciamo da un anno caratterizzato da uragani, temperature torride e il primo aumento di emissioni di CO2 da un quadriennio. Stiamo spingendo il pianeta verso un punto di non ritorno e i danni sono sempre più chiari. La biodiversità sta scomparendo, i sistemi agricoli sono sotto pressione e l’inquinamento dell’aria e dell’acqua sta minacciando la salute umana. Le tendenze nazionalistiche contrastano con l’esigenza di affrontare questi problemi a livello globale”....
 
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Gli Usa non scivolano sui fondamentali

Affari Personali
Una fase di bonaccia mentre i fondamentali restano intatti. E’ questa l’istantanea del mercato americano scattata dagli analisti di Morningstar. L’indice Morningstar US in quattro settimane (fino al 18 aprile e calcolato in euro) ha perso il 2,1%, portando a -1% la performance da gennaio. “E’ dall’inizio dell’anno che questo mercato si sta dimostrando un campo minato per gli investitori”, spiega Scott Dixon, analista di Morningstar Investment Management (MIM). “Come si è già visto nel 2017, i temi sul tavolo sono le tensioni commerciali con alcuni paesi, il rialzo del costo del denaro da parte della Federal Reserve e la fase di maturità del ciclo economico. Gli investitori, inoltre, iniziano a chiedersi se non abbiano peccato di ottimismo nei mesi scorsi e cominciano a realizzare che il mercato non può andare sempre su. L’elemento interessante è che questa frenata sta arrivando in un momento in cui i fondamentali delle società sono solidi, gli utili in molti casi salgono e i tassi di default aziendale diminuiscono”....
 
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VALUTE. Caduta controllata del franco svizzero verso la soglia di 1,20 sull’euro

Affari Personali
Ci sono voluti più di tre anni e tre mesi, ma ora il franco svizzero è ridisceso sino a 1,20 in rapporto all’euro, cioè alla soglia di cambio che la Banca nazionale svizzera (Bns) aveva abbandonato il 15 gennaio del 2015. È accaduto durante le contrattazioni nel pomeriggio di oggi. In serata il cambio era di 1,1996 franchi per 1 euro, ma per molti analisti della piazza elvetica la via è segnata e il simbolico 1,20 di fatto è ormai riacciuffato. Il relativo indebolimento del franco era l’obiettivo della Bns e dell’industria di esportazione svizzera, che in questi anni ha tenuto le posizioni ma ha sempre sperato in un franco meno forte, per avere minori ostacoli per le vendite all’estero. Secondo la Bns, anche a questi livelli il franco resta una moneta forte e ancora sopravvalutata, ma l’export rossocrociato ora ha quantomeno un po’ più di ossigeno...
 
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Assicurazioni auto, «bonus malus» verso l’addio

Affari Personali
Addio al bonus malus. Non succederà presto, ma solo fra qualche anno. E non si conoscono ancora i dettagli: si sta solo avviando un tavolo di confronto per capire come sostituire l'attuale formula legata al veicolo e alla residenza con un'altra che tenga conto del comportamento effettivo del guidatore, quale che sia il mezzo che guida. Nel frattempo, tra circa un mese, arriveranno le nuove regole sull'attribuzione della classe di bonus malus. Dopo quarant'anni in cui la classe è diventata praticamente un'ossessione per chi guida, ora si fa dietrofront: la stragrande maggioranza degli assicurati è nelle classi migliori e il sistema non rispecchia più il merito effettivo. Anche perché molti evitano il malus denunciando il sinistro in ritardo e poi cambiando compagnia, tanto che da agosto partirà un sistema antifrode che “inseguirà” il responsabile del sinistro in modo che anche la sua nuova assicurazione possa applicargli la retrocessione di classe....
 
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GARANZIE DELLO STATO. Fondo mutui casa, garantiti 4,5 miliardi dal 2015

Affari Personali
In tre anni 4,5 miliardi e oltre 40mila mutui casa garantiti dallo Stato: questo il risultato del Fondo istituito dal Ministero dell'Economia e delle Finanze per le garanzie sui mutui prima casa a gennaio 2015 e che ha visto una crescita costante con una media di ben 30 domande di accesso al giorno, arrivate attraverso le 175 banche aderenti, il 63% di tutti gli sportelli bancari. Nello stesso periodo il fondo ha ammesso 58.501 richieste con un importo delle sole garanzie rilasciate pari a 3,3 miliardi di euro (di fatto, quindi, quasi un terzo sono domande ancora in attesa di perfezionamento da parte della banca). Il decollo delle domande è avvenuto soprattutto dopo la campagna di comunicazione #casaconviene lanciata dal Mef, con la collaborazione di ordini professionali e associazioni di categoria a partire dall'estate del 2016....
 
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IMMOBILIARE E FISCO. Prima casa, parte dal rogito il calcolo del cambio residenza

Affari Personali
Chi compra la prima casa e non risiede nel Comune ove l’abitazione è ubicata, ha tempo 18 mesi per trasferirvi la residenza; il termine decorre dalla data del rogito d’acquisto e non dal giorno di fine lavori, qualora oggetto dell’acquisto sia una casa in corso di costruzione. Così decide la Cassazione nell’ordinanza n. 9433 del 17 aprile scorso, in riforma di una sentenza della Ctr Toscana (n. 712 del 20 settembre 2016) nella quale era stato deciso, al contrario, che il termine di 18 mesi decorresse dal giorno di ultimazione dei lavori di costruzione....
 
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Mutui al tempo dei tassi bassi (e bassissimi)

Speciale
Il periodo positivo è dimostrato da una riduzione dei tassi applicati ai mutui, come monitorato da OF Osservatorio finanziario nel suo DB Prodotti Bancari, che attualmente analizza ogni mese oltre 130 mutui. Infatti, per un tasso fisso, se si sceglie di finanziare fino al 50% del valore dell’immobile – il cosiddetto Loan to Value – simulando una richiesta da 100.000 euro da restituire in 15 anni, il Tan applicato (senza quindi considerare le spese accessorie) si attesta all’1,72% (1,85% a febbraio 2018). Mentre se si ha necessità di coprire fino all’80% del valore dell’immobile il Tan aumenta al 2,36% (2,51% a febbraio). Per il tasso variabile, con parametro Euribor, il Tan applicato è rispettivamente dell’1,03% (1,09% a febbraio) al 50% e dell’1,52% all’80% (1,59% a febbraio). C’è ancora tempo, quindi, per approfittare di tassi bassi e numerose iniziative promozionali. Ma ciò che si rileva in termini di erogazioni, secondo quanto analizzato dal team di OF Osservatorio finanziario che lavora a OF PowerView Analytics™ la piattaforma di gestione di Big Data, è che queste siano in leggero calo. Analizzando le erogazioni per nuovi contratti, infatti, tra la fine del 2016 e la fine del 2017 è da segnalare una diminuzione del 3,99%. Calo che si rileva ancora di più analizzando le surroghe, con una diminuzione del 37,71% nello stesso periodo. Questa opzione, infatti, è già stata richiesta nell’ultimo anno dalla maggior parte delle persone che avevano intenzione di approfittare di tassi bassi per pagare una rata inferiore rispetto a quella concordata anni prima, quando il Tan e lo spread erano decisamente più elevati. E il numero è destinato a calare ulteriormente nei prossimi anni Con tassi come quelli attuali, e con previsioni di aumento, sarà impossibile e non più necessario surrogare. Tornando alle offerte e alle campagne, queste si concentrano principalmente sul tasso fisso, consentendo non più di limitarsi a finanziare la metà del valore della casa ma sempre più spesso con proposte che arrivano all’80% se non addirittura al 100%. E, a volte, senza differenziare lo spread in base all’importo richiesto. Ecco, quindi, che campeggiano promozioni e pubblicità dove viene riportato uno spread 0% (o quasi) sul tasso fisso, opzione più sicura per chi la sottoscrive che in questo modo non subisce le oscillazioni del parametro di riferimento. Anche se, come dimostra l’analisi di OF Osservatorio finanziario, sottoscrivere un finanziamento ipotecario a tasso variabile risulta, a livello di tasso, ancora più conveniente....
 
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Come scegliere i mutui post-crisi. La parola a Deutsche Bank

Speciale
OF: L’erogato dei mutui per l’acquisto della casa si è ridotto rispetto al 2016. Cosa sta accadendo? Zambianchi: Si sono ridotte le operazioni di surroga. E questo ha portato a una diminuzione complessiva dell’erogato. In realtà, però, i mutui di acquisto si stanno riprendendo, anche a seguito della ripresa delle transazioni immobiliari. OF: Negli anni più cupi della crisi, in effetti, le surroghe sono state il vero grande motore del mercato. Ora invece sono in netto calo. Come si spiega questo fenomeno? Zambianchi: Sostanzialmente, chi poteva surrogare l’ha già fatto: i tassi sono bassi già da alcuni anni. Ma bisogna considerare anche un altro fattore importante: a differenza del mutuo con finalità di acquisto, la surroga risponde a un bisogno completamente diverso, cioè alla necessità di ridurre la rata mensile. OF: E perché questo influisce? Zambianchi: Tendenzialmente le persone mettono in discussione le condizioni del mutuo in essere per lo più se è stato erogato negli ultimi 4 anni. E’ difficile che avvenga per chi l’ha sottoscritto 10 anni fa. E’ chiaro, dunque, che chi ha contratto un finanziamento negli ultimi 4 anni difficilmente è incentivato ora a surrogarlo: i tassi erano già bassi e il guadagno netto è poco, e si attesta su pochi basis point. OF: Inoltre c’è anche da considerare che surrogare un mutuo ha un costo per le banche… Zambianchi: E’ vero. La legge Bersani sulla portabilità ha garantito al consumatore la gratuità delle operazioni necessarie a spostare il finanziamento presso un altro istituto di credito. Ma non ha annullato i costi necessari: ha solo spostato sulla banca quei costi che prima gravano su consumatori. OF: Se i mutui di surroga sono in calo, invece, sembrano andare molto bene le rinegoziazioni… Zambianchi: E’ vero. La Legge Bersani ha aperto un fronte parallelo. Se i consumatori possono trasferire un mutuo senza oneri in qualunque momento, è chiaro che le banche si sono trovate nella condizione di dover proteggere il proprio portafoglio clienti. E dunque si sono viste costrette a concedere la rinegoziazione. Ma non è solo questo....
 
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Surroga Vs Rinegoziazione. Le prove sul campo

Speciale
Quando la surroga funziona. E’ il caso, per esempio, di Michela R., 32 anni, una casa di proprietà a Brescia dal 2014, e “surrogatrice seriale”. Nel 2016 ha spostato il suo mutuo ottenendo una riduzione di tasso dell’1% rispetto a quello originale (3%). Nel 2017 ha rinegoziato con la sua banca di appartenenza condizioni migliori. Nel 2018, sull’onda della nuova riduzione dei tassi di interesse, ha spostato il finanziamento un’altra volta: il tasso ora è fisso ed è dimezzato rispetto a quello di origine. Ovviamente non è una patologia vera, ma se esistesse rappresenterebbe quelle persone che in questi ultimi anni di crisi economica, complici i tassi di interesse ridotti quasi a zero (e per certi periodi addirittura negativi), hanno surrogato e rinegoziato il mutuo più volte, cambiando le condizioni e i tassi di interesse, riducendone la durata, abbassando la rata, limando i costi accessori collegati. Quando la surroga non funziona Fino a pochi mesi fa, quando tutti pensavano che l’ondata di surroghe stesse rientrando, si riteneva che, ormai, dopo anni di tassi ai minimi, chi doveva (o poteva) surrogare, lo avesse già fatto. Ma c’è anche da considerare che non sempre le operazioni di surroga vanno a buon fine. E’ il caso di Marta G., libera professionista di Milano, che nel 2006 ha sottoscritto un mutuo con Taeg pari al 5,5%. Il suo debito residuo oggi è inferiore a 70.000 euro: una quota capitale non sufficiente a sottoscrivere un contratto di surroga presso molti istituti di credito. Spesso, infatti, è richiesta una soglia minima (che varia a seconda della banca che lo propone) sotto la quale è impossibile accedere al finanziamento. Ma può verificarsi anche il contrario. Andrea S., 35 anni di Brescia, ha un mutuo attivo dal 2008 con un tasso fisso del 5,1%. Per finanziare il suo appartamento, però, Andrea aveva richiesto una percentuale del valore della casa pari al 110%, includendo dunque, oltre al costo dell’abitazione, anche tutte le spese per l’arredo. Oggi, nonostante i 10 anni di rimborso, il capitale non è ancora sceso al di sotto della soglia limite dell’80%: la surroga non è accettata e Andrea dovrà andare avanti a pagare il suo mutuo a condizioni invariate. C’è solo una soluzione: immettere altro capitale per riuscire a raggiungere la percentuale limite....
 
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I Migliori mutui del mese di Aprile

Speciale
Crédit Agricole ha presentato a inizio aprile 2018 alcune novità e benefit per il suo Mutuo Crédit Agricole. Il finanziamento, a tasso fisso, variabile o variabile con Cap è caratterizzato dalla possibilità per il cliente di scegliere tra alcuni benefit aggiuntivi. A scelta può decidere che il pagamento della prima rata sia a carico della banca o di optare per il Servizio Zeropensieri con il quale la banca si occupa del recupero gratuito di tutti i documenti necessari alla delibera e alla stipula del mutuo. La prima novità riguarda proprio uno dei benefici richiedibili dal cliente, che ora può anche optare per ricevere gratuitamente una e-bike elettrica al posto di servizi collegati al mutui appena sottoscritto. Questa, però, non è l’unica svolta “green” di Crédit Agricole. Chi sottoscrive un mutuo per un’abitazione classificata in classe energetica A o B, quindi migliore dal punto di vista del risparmio energetico, può ottenere una riduzione dello 0,10% rispetto al tasso standard. Ipotizzando, così, una richiesta da 100.000 euro per un immobile del valore di 200.000 euro (Ltv al 50%) il Tan del “mutuo green” sul tasso fisso è dell’1,24%, sul variabile dello 0,72% e sul variabile con Cap (tetto massimo) dello 0,80%. Alla nuova offerta è collegato anche un concorso, valido fino al 30 aprile 2018, destinato a tutti i clienti della banca che nel periodo di validità dell'iniziativa sottoscrivono Mutuo Crédit Agricole presso le agenzie. In regalo per tutti i sottoscrittori un premio a scelta tra un modello di bicicletta Atala o il servizio Zero Pensieri a costo zero. Il servizio include una certificazione reddituale per ogni persona per cui è richiesto il finanziamento e un servizio di recupero documentale completo sulla base del quale la banca raccoglie per conto del richiedente tutta la documentazione necessaria (come per esempio, lo stato di famiglia, il certificato di residenza, di matrimonio e contestuale, Busta paga, modello CU, modello Unico, 730, visura camerale ecc). Dal 1° aprile 2018 Fineco ha lanciato un nuovo mutuo per la finalità di rifinanziamento cioè sostituzione più liquidità. Il Mutuo Rifinanziamento Fineco permette quindi di sostituire il vecchio mutuo e ottenere liquidità aggiuntiva. Si può ottenere da 40.000 euro a 500.000 euro a tasso fisso o variabile. L'importo massimo concedibile arriva fino al 70% del valore dell’immobile, la durata massima è di 20 anni, la polizza incendio e scoppio è gratuita, e si può attivare direttamente online o tramite consulente finanziario. ...
 
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Erogazioni, bilancio e previsioni: i numeri che nessuno conosce

Speciale
Più nello specifico, dai dati elaborati da OFPowerView è possibile estrapolare anche una previsione circa l’andamento dei prestiti per acquisto di abitazione. Vale a dire: l’ammontare totale dei finanziamenti concessi alle famiglie per l’acquisto dell’abitazione. Ammontare prestiti. Come si nota nel grafico di Figura 2, il trend rialzista anche in questo caso è iniziato a partire dal secondo semestre del 2015, dopo il minimo raggiunto a fine marzo 2015 quando l’ammontare complessivo non superava i 322,978 miliardi di euro. Nel quarto trimestre 2017, infatti, l’ammontare a livello nazionale era di 336.018 miliardi di euro, in aumento dello 0,55% su base trimestrale e dell’1,90% su base annua. Rispetto alla media nazionale, in particolare, è l’Italia insulare a far segnare l’incremento minore (0,17% e 0,86% rispettivamente su base trimestrale e annua). Mentre, a sostenere l’aumento dei finanziamenti sono principalmente le regioni del nord-ovest e del sud (rispettivamente +0,64% e +0,67% su base trimestrale e +1,78% e +2,56% su base annua) Anche in questo caso, dunque, le previsioni per il 2018 vedono confermato il trend di aumento dell’ammontare, seppur con un tasso di crescita leggermente inferiore....
 
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Ubs, il denaro aiuterà i super ricchi a vivere fino a 100 anni?

Inchieste
Tassi bassi, mercati volatili. E ora anche la speranza di vivere fino a 100 anni. Anche la vita dei super ricchi ha quache grattacapo in più. Queste sfide stanno preoccupando i cosiddetti High net worth individual (Hnwi, ovvero con almeno 1 milione di dollari di attività investibili, esclusi gli immobili). Come emerge dall'ultima edizione dell'Ubs Investor Watch Research, la più grande ricerca al mondo sugli investitori con patrimoni importanti, che ha raccolto le opinioni di oltre 5 mila persone in deici Paesi tutto il mondo, di cui 400 in Italia. In particolare, l'osservatorio segnala che la convinzione sempre più forte di vivere fino al secolo di vita sta portando a scelte nuove e significative riguardo le proprie spese. E proprio in Italia questa preoccupazione è più pressante dato che due terzi (66%) degli high net worth individual si aspetta di vivere fino a 100 anni, un dato superiore alla media globale del 52% e anche ben oltre le attuali previsioni nazionali di speranza di vita nella maggior parte dei Paesi sviluppati. A guidare questa aspettativa è una connessione fondamentale tra salute e ricchezza. Il 92% degli investitori italiani sostiene infatti che il denaro li aiuti a vivere una vita più sana....
 
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Il mondo dei metalli travolto dalle sanzioni Usa: alluminio più caro del 30%

Inchieste
Quasi il 30% in meno di due settimane, un rincaro mai visto per l’alluminio, uno dei materiali più diffusi nella nostra vita quotidiana, utilizzato nelle automobili come nelle lattine di birra. È questo l’effetto più vistoso delle ultime sanzioni americane contro la Russia, che hanno colpito con estrema severità l’oligarca Oleg Deripaska e la sua Rusal, il maggior fornitore del metallo fuori dalla Cina. Ma le misure adottate il 6 aprile da Washington hanno provocato una lunga catena di reazioni, con ripercussioni probabilmente molto più vaste di quanto l’amministrazione di Donald Trump avesse previsto....
 
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Petrolio, tutti i motivi per cui il barile sta correndo verso i 75 dollari

Inchieste
Non si arresta la corsa del petrolio. Dopo il balzo del 3% di ieri, il Brent è ora lanciato verso quota 75 dollari al barile, ai massimi da quattro anni. Il riferimento europeo oggi si è spinto fino a 74,74 dollari, mentre l’americano Wti ha raggiunto un picco di 69,56 dollari. I mercati petroliferi, dopo aver sofferto per anni di un eccesso di offerta, sono ora vicini alla situazione opposta: il greggio rischia di essere insufficiente a soddisfare la domanda. L’Opec e la Russia non sembrano tuttavia sul punto di invertire la rotta, attenuando i tagli di produzione in vigore da gennaio 2017. All’epoca il barile valeva 55 dollari e un anno prima era addirittura sceso sotto 30 dollari. Nonostante il rally dei prezzi, il comitato di monitoraggio della coalizione Opec-non Opec – che si riunirà da domani a Jeddah, in Arabia Saudita – non dovrebbe cambiare nulla nella strategia...
 
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URBAN LAND INSTITUTE. Uli proietta Milano al vertice dell’Europa

Inchieste
«Milano e Torino possono competere in Europa - dice Lisette Van Door, presidente di Uli Europe (Urban land Institute), introducendo la conferenza annuale dell’associazione -. Milano è prima tra le città italiane nello sviluppo della mobilità». Milano per molto tempo in passato è stata solo terza dietro Londra e Parigi, oggi tenta di riconquistare posizioni. Oggi Milano sta migliorando sotto molti profili, capitale umano, connettività, mobilità, offerta di istruzione. «Milano benficia ora di un migliorato governo della città - spiega il report -, di una rapida evoluzione delle proprie conoscenze e dell'innovazione, oltre al successo di progetti che hanno visto muoversi in abbinata pubblico e privato». La varietà di nuovi progetti, da porta Nuova agli ex Scali ferroviari promette un nuovo modello di città. Molte le rigenerazioni in atto di grandi aree da riqualificare, ma anche l'attenzione alla connettività tra centro e periferia. Secondo Scenari Immobiliari sono 40 i grandi progetti che stanno prendendo forma. La mobilità, soprattutto sostenibile, è la carta che le nostre città devono giocare per entrare nel futuro....
 
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Il giallo di Khadem al-Qubaisi, l'ex vicepresidente Unicredit sparito nel nulla

Inchieste
Per la stampa di Abu Dhabi, l’uomo d’affari Khadem al-Qubaisi è in carcere dal 2016. Per gli investigatori italiani, che lo cercano per notificargli l’atto di chiusura di un’inchiesta in cui è indagato per insider trading su titoli Unicredit, è semplicemente scomparso. L’autorità giudiziaria degli Emirati arabi uniti - di cui Abu Dhabi è capitale - non si pronuncia, nonostante da mesi la procura di Milano tramite rogatorie insista per sapere che fine abbia fatto il 47enne. Fra il 9 e il 10 giugno 2010 Al-Qubaisi, al tempo presidente del fondo sovrano dhabense Abaar Investments, comprò e vendette azioni Unicredit per un valore di 119 milioni, realizzando per sé un guadagno di 21,6 milioni. E lo fece – questa è la tesi della procura – perché poteva prevedere gli andamenti di prezzo del titolo della banca, sapendo che Abaar stava per entrare nel capitale dell’istituto, fino a diventarne primo socio....
 
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MERCATI. Se il fantasma dell’inflazione bussa a Wall Street

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Da oltre un anno le Borse vivono nel Paese delle Meraviglie. Perché l’economia mondiale cresce ma non troppo, l’inflazione sale ma non troppo e le banche centrali riducono gli stimoli ma non troppo. Il «non troppismo» è la chiave dell’ottimismo sui mercati: perché permette di avere crescita ma anche una politica monetaria globalmente espansiva. Botte piena, moglie ubriaca. Però ora rischia di arrivare un convitato di pietra: un incremento dell’inflazione superiore alle attese. Il rally delle materie prime potrebbe essere, su questo fronte, la goccia che fa traboccare il vaso. Se accadesse (non è affatto certo perché esistono molte forze deflattive nell’economia) il Paese delle Meraviglie verrebbe alterato. Se in Europa questo fenomeno ancora non si sente (le aspettative di inflazione restano abbondantemente sotto l’obiettivo della Bce), negli Stati Uniti sì: tre mesi fa gli economisti prevedevano oltreoceano un’inflazione media per il 2018 del 2,1%, mentre ora l’aspettativa risulta al 2,5%. Le attese stanno insomma già salendo. Oltre l’obiettivo della Fed. Il rincaro delle materie prime potrebbe ora accelerare l’aumento? Questo è il punto....
 
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Se la bolla finanziaria si trasforma in recessione

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Il Fondo monetario internazionale (Fmi) si è ieri aggiunto alla Banca dei regolamenti internazionali (Bis) nel mandare pubblicamente un monito a Paesi e mercati che suona più o meno così: c’è un rischio di recessione da bolla finanziaria che sotto alcuni aspetti ricorda quello che ha preceduto la Grande Crisi del 2008. Peccato che è un monito che nessuno vuol sentire. Sia tra i politici che tra i banchieri centrali. E quando ci sono allerta di pericolo a cui tutti sono sordi, il rischio che il pericolo diventi reale aumenta. Il Fondo non ha fatto altro che mettere in fila alcuni numeri, per ricordare che esiste un rischio recessione finanziaria. Che cosa è una recessione finanziaria? È un tipo speciale di caduta dell’attività economica, che può essere raccontato in tre fasi. La prima fase parte da una crescita esuberante del credito all’economia, che può essere pubblica o privata. Tale crescita innesta una seconda fase, caratterizzata da una bolla...
 
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Goodbye LIBOR, Hello SOFR

Internazionale
One of the "Five Things Every Financial Services Professional Needs To Know For 2018" is that LIBOR will be going away. LIBOR, or the London Interbank Offered Rate, is the rate that banks charge each other for short-term loans — it's used as a benchmark for other debt instruments such as government bonds, corporate loans, etc. Unlike a stock price, which is based on a public record of buys and sells, the LIBOR rate is something banks report based on their own proprietary observations, making it open to manipulation. Indeed, a recent manipulation scandal combined with less interbank lending to determine the rate has led a group comprised of industry participants and regulators to look for an alternative and plan for a transition over the next few years. The move to replace LIBOR is being driven by two separate but interrelated factors:...In June 2017, the ARRC announced its preferred alternative to USD LIBOR: the Secured Overnight Financing Rate (SOFR)....
 
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European Investment Bank pulls back on UK funding

Internazionale
The European Investment Bank has slashed deals with UK venture capital and private equity groups by more than two-thirds following the Brexit vote, casting a pall over technology start-ups that rely heavily on its capital for fundraising. An internal document seen by the Financial Times shows that the UK last year accounted for 8 per cent of the bank’s equity investments, compared with 27 per cent the year before. The massive cut pushed the country out of its spot as the main recipient of EU venture funding, which is the single largest source of early-stage capital on the continent. The report said France and Germany, which have vied eagerly to take advantage of Brexit, overtook the UK last year as the main recipients of capital from the EIB: “In the wake of Brexit, activity in the UK decreased by 69 per cent year on year, losing the top position it had maintained for years.” ...
 
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Emerging Markets Can't Quit Facebook

Internazionale
Indonesia, home to roughly 6 percent of Facebook Inc.'s users, isn't happy with the social-media giant. Officials there are even threatening to shut the service down after its latest egregious privacy scandal. That sounds like an ominous threat -- but it's empty. In Indonesia, as across the developing world, Facebook is no longer just a platform for sharing photos and news. It's becoming perhaps the world's most important channel for small businesses to reach customers. From Asia to Africa, countries are learning that they need Facebook as much as Facebook needs them -- and maybe more so. People have always bought and sold stuff on Facebook, of course, whether it's offering a couch for sale to the top bidder or joining a Buy and Sell Group devoted to Frankoma pottery. In each case, the goods are displayed, a deal is negotiated, and payments are made through a third-party system or in person. In 2018, 550 million people used the platform to "buy and sell items in local communities."...
 
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Punishing Wells Fargo: Just Deserts, or Beating a Dead Horse?

Internazionale
Wells Fargo investors got yet another jolt of bad news on Thursday with the disclosure that regulators are poised to impose a $1 billion penalty on the bank for infractions related to mortgage rate extensions, auto loans, risk compliance and other matters. That comes on top of the $4.25 billion the bank set aside last year for liabilities related to its fake accounts scandal and the mortgage-backed securities issues it had before the financial crisis. It also paid a fine of $185 million in 2016 over the accounts scandal. In February, the Federal Reserve took Wells Fargo to the woodshed, ruling that the bank could not expand its balance sheet beyond the nearly $2 trillion in total assets that it reported at the end of 2017; it’s believed to be the first time the Fed has imposed such a curb on growth at a major bank. “We cannot tolerate pervasive and persistent misconduct at any bank,” said the former Fed chairwoman, Janet Yellen, as she announced the move on her last day in the job....
 
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Parla Hastings, capo di Netflix: «Quest’anno produrremo 700 contenuti originali»

Tecnologia
Pizzetto bianco e camicia sportiva: Reed Hastings non si sente accerchiato ma forse solo perché nessuno si è ancora fatto avanti. Arrivato a Roma per presentare le nuove produzioni europee, il numero uno di Netflix che ha inventato la tv via streaming dà l'impressione di volere sempre lanciare la palla un po' più avanti. Intorno a lui Disney, Century Fox, Comcast, Sky, il mondo dei media e dei broadcaster stanno vivendo una fase di consolidamento che non ha precedenti. E che passa da internet che sembra ormai diventata a tutti gli effetti la piattaforma di distribuzione di contenuti audio video più grande del mondo. Al centro c'è un pioniere dello streaming, più piccolo degli altri ma che anche in Borsa corre come nessuno....
 
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Arrivano i medici robot: ecco i cinque modi con cui ci cureranno in Italia

Tecnologia
Dalla robotica alla teleriabilitazione domiciliare: ecco in anteprima le novità di Technology Hub, l'evento professionale sulle tecnologie innovative che si terrà a Milano dal 17 al 19 maggio. La teleriabilitazione di CARELab. La teleriabilitazione è uno strumento integrativo e non sostitutivo della normale attività riabilitativa, che si propone attraverso la tecnologia di intensificare i trattamenti in aggiunta ai percorsi di recupero e cura tradizionali. Per il paziente, oltre al vantaggio di poter completare il processo riabilitativo a casa mantenendo un contatto umano con il fisioterapista, c'è anche il beneficio motivazionale legato al fatto che gli esercizi danno feedback e gratificazioni in tempo reale, rendendo così la terapia più incentivante....
 
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Falsa Ico di Telegram, ecco i siti che hanno ingannato migliaia di utenti

Tecnologia
C’era persino la foto di Pavel Durov, nella sezione chiamata “il nostro team”. E invece il Ceo e fondatore di Telegram non c'entrava niente. Come non c'entrava niente la stessa Telegram. La storia è quella di decine di siti che nelle ultime settimane hanno truffato migliaia di utenti, per un valore complessivo di qualche centinaia di migliaia di dollari, fingendo di vendere la fantomatica criptomoneta lanciata dall'azienda della celebre App di messaggistica istantanea competitor di WhatsApp. Il gettone digitale dal nome “Grams” è stato scambiato online migliaia di volte su piattaforme di exchange create ad arte da gruppi di cyber criminali con l'unico scopo di truffare i possessori di altre criptovalute. Per comprare “Grams”, infatti, era necessario pagare con altre monete digitali: dai Bitcoin ai Litecoin, fino a Dash, Ethereum, ZCash e Monero. Solo così, compiuta la truffa, non c'era il rischio di lasciar traccia, a differenza di un pagamento con carta di credito....
 
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Deep tech, cos’è e quali sono le startup che lo fanno (non Uber)

Tecnologia
Il termine deep tech è stato coniato da Swati Chaturvedi fondatrice della prima piattaforma al mondo dedicata all’angel investing in startup deep tech, Propel (x) che così descrive su Pulse le startup deep tech: “Definiamo startup deep tech quelle fondate su una scoperta scientifica o un’innovazione ingegneristica significativa. A questo qualcuno potrebbe dire: “Le startup tecnologiche non si fondano tutte su questi principi?” In parte si, ma la maggior parte no. La maggior parte delle aziende tecnologiche attualmente si basa sull’innovazione del modello di business o sulla transizione del modello di business da offline a online, utilizzando la tecnologia esistente. Prendiamo ad esempio Uber – Uber si basa sul concetto di “sharing economy” – un’innovazione del modello di business che consente agli individui di condividere le risorse esistenti. Le startup deep tech invece, sono costruite su scoperte scientifiche tangibili o innovazioni ingegneristiche. Stanno cercando di risolvere grandi problemi che riguardano davvero il mondo che li circonda. Ad esempio, un nuovo dispositivo medico o una soluzione per curare il cancro, l’analisi dei dati per aiutare gli agricoltori a coltivare più cibo o una soluzione di energia pulita capace di ridurre l’impatto umano sui cambiamenti climatici. Continuando il riferimento Uber, le società di tecnologia avanzata nel settore dei trasporti includeranno veicoli autonomi, macchine volanti o altre tecnologie di trasformazione simili....
 
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Mutui al tempo dei tassi bassi (e bassissimi)

Cover Story
I tassi bassi, con spread che arrivano anche ad azzerarsi, fanno continuare la battaglia delle banche a colpi di abbassamento degli spread e nuove promozioni. Ad esempio, c’è chi lancia nuovi prodotti, chi sceglie di collaborare con partner extra bancari, chi punta sulla riduzione dei tassi e chi invece su quella delle spese accessorie. Ecco tutte le principali offerte del mese di aprile I tassi bassi dei mutui, con spread che per il tasso fisso arrivano anche a essere azzerati, rendono questi mesi del 2018 un periodo ancora ottimale per chi è alla ricerca di un finanziamento per l’acquisto della casa. Il divario sempre più ristretto tra le offerte a tasso fisso e quelle a tasso variabile, in termini di tasso di interesse, fa sì che chi attualmente è alle prese con l’acquisto della prima casa abbia una vasta gamma di promozioni tra cui scegliere. Per chi, invece, il mutuo lo ha già, i bassi tassi possono portare a una possibile rinegoziazione del finanziamento presso la stessa banca, evitando così la surroga, cioè il trasferimento del residuo del mutuo presso un’altra banca, riuscendo però ugualmente ad approfittare di spread più bassi rispetto a quelli al momento della stipula effettuata anni prima. Il periodo positivo è dimostrato da una riduzione dei tassi applicati ai mutui, come monitorato da OF Osservatorio finanziario nel suo DB Prodotti Bancari, che attualmente analizza ogni mese oltre 130 mutui. Infatti, per un tasso fisso, se si sceglie di finanziare fino al 50% del valore dell’immobile – il cosiddetto Loan to Value – simulando una richiesta da 100.000 euro da restituire in 15 anni, il Tan applicato (senza quindi considerare le spese accessorie) si attesta all’1,72% (1,85% a febbraio 2018). Mentre se si ha necessità di coprire fino all’80% del valore dell’immobile il Tan aumenta al 2,36% (2,51% a febbraio). Per il tasso variabile, con parametro Euribor, il Tan applicato è rispettivamente dell’1,03% (1,09% a febbraio) al 50% e dell’1,52% all’80% (1,59% a febbraio)....
 
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Come scegliere i mutui post-crisi. La parola a Deutsche Bank

Cover Story
E’ ancora un buon momento per sottoscrivere un mutuo per la casa. I tassi sono ai minimi e, oggi, è ancora difficile prevedere quando torneranno a salire. Le offerte sul mercato sono sempre più competitive (c’è chi offre spread allo 0%). E le banche si dimostrano favorevoli a concedere una rinegoziazione dei finanziamenti già in essere, migliorando dunque le condizioni contrattuali. Mentre le surroghe, vero motore del mercato del credito negli anni della grande crisi, ora sono al palo. Cosa sta accadendo? Quale mutuo scegliere? E come orientarsi nel mare magnun di promozioni sempre più allettanti? OF Osservatorio Finanziario ha chiesto a Patrizia Zambianchi, Responsabile Prodotti di Credito di Deutsche Bank in Italia di fare il punto della situazione. Ecco come scegliere il mutuo. OF: L’erogato dei mutui per l’acquisto della casa si è ridotto rispetto al 2016. Cosa sta accadendo? Zambianchi: Si sono ridotte le operazioni di surroga. E questo ha portato a una diminuzione complessiva dell’erogato. In realtà, però, i mutui di acquisto si stanno riprendendo, anche a seguito della ripresa delle transazioni immobiliari. OF: Negli anni più cupi della crisi, in effetti, le surroghe sono state il vero grande motore del mercato. Ora invece sono in netto calo. Come si spiega questo fenomeno? Zambianchi: Sostanzialmente, chi poteva surrogare l’ha già fatto: i tassi sono bassi già da alcuni anni. Ma bisogna considerare anche un altro fattore importante: a differenza del mutuo con finalità di acquisto, la surroga risponde a un bisogno completamente diverso, cioè alla necessità di ridurre la rata mensile. OF: E perché questo influisce? Zambianchi: Tendenzialmente le persone mettono in discussione le condizioni del mutuo in essere per lo più se è stato erogato negli ultimi 4 anni. E’ difficile che avvenga per chi l’ha sottoscritto 10 anni fa. E’ chiaro, dunque, che chi ha contratto un finanziamento negli ultimi 4 anni difficilmente è incentivato ora a surrogarlo: i tassi erano già bassi e il guadagno netto è poco, e si attesta su pochi basis point. ...
 
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Surroga Vs Rinegoziazione. Le prove sul campo

Cover Story
Carla T., 50 anni, una casa di proprietà a Milano, dal 2004 paga un tasso fisso del 5,9%. Si reca in banca per richiedere la surroga del mutuo (a un tasso inferiore), ma la sua richiesta viene respinta: il debito residuo è troppo basso per accedere al nuovo finanziamento. Stessa risposta da altri due istituti cui si rivolge. A questo punto Carla viene contattata dalla sua filiale che le propone di rinegoziare il mutuo. Ora il tasso, più che dimezzato, è fisso all'1,85%, ma il piano di rimborso è stato aumentato dai 6 anni residui a 10. Le difficoltà incontrate da Carla non sono isolate. Le prove di Of Osservatorio finanziario segnalano che in media se il debito residuo è sotto ai 70 mila euro la surroga non viene concessa. C’è da dire, però, che in generale nei fogli informativi questa soglia è posta più in basso, in media intorno a 50.000 euro. I motivi di queste barriere stanno innanzitutto nel prezzo che le banche devono accollarsi per una surroga, prezzo stimato attorno ai 3.000 euro tra spese notarili, trasferimento di denaro e organizzazione. La surroga, infatti, è per legge gratuita per il cliente. Ed ecco quindi che le banche dicono no ai clienti provenienti da altri istituti, ma sempre più spesso richiamano i clienti virtuosi, cioè buoni pagatori, che si ritrovano una rata elevata oppure che stanno chiedendo un prestito e maggiore liquidità a finanziarie, per verificare se sono disposti a rinegoziare il mutuo, prolungando il periodo di ammortamento, in media di 2-4 anni. C’è ancora tempo, quindi, per spuntare uno sconto sulla rata del mutuo e sul tasso, e senza cambiare banca. OF Osservatorio Finanziario ha chiesto ad alcuni provatori di raccontare le loro storie. Anche quella di surroghe andate a buon fine....
 
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I Migliori mutui del mese di Aprile

Cover Story
Ogni mese OF Osservatorio finanziario, analizzando i nuovi prodotti lanciati o le ultime promozioni avviate, seleziona il miglior mutuo del mese, scegliendo non solo sulla base della migliore offerta a livello di tasso o spread ma anche tra i servizi più innovativi o le novità più rilevanti (leggi qui Marzo 2018. I migliori conti correnti, mutui, prestiti). Vista l’abbondanza di offerte attive al momento e il lancio di nuove soluzioni che non hanno come target solo chi è alla ricerca della prima casa dei sogni da acquistare, questo mese OF ha deciso di dedicare alle novità principali questo approfondimento, segnalando non solo un prodotto ma i tre migliori del mese. Crédit Agricole ha presentato a inizio aprile 2018 alcune novità e benefit per il suo Mutuo Crédit Agricole. Il finanziamento, a tasso fisso, variabile o variabile con Cap è caratterizzato dalla possibilità per il cliente di scegliere tra alcuni benefit aggiuntivi. A scelta può decidere che il pagamento della prima rata sia a carico della banca o di optare per il Servizio Zeropensieri con il quale la banca si occupa del recupero gratuito di tutti i documenti necessari alla delibera e alla stipula del mutuo. La prima novità riguarda proprio uno dei benefici richiedibili dal cliente, che ora può anche optare per ricevere gratuitamente una e-bike elettrica al posto di servizi collegati al mutui appena sottoscritto. Questa, però, non è l’unica svolta “green” di Crédit Agricole. Chi sottoscrive un mutuo per un’abitazione classificata in classe energetica A o B, quindi migliore dal punto di vista del risparmio energetico, può ottenere una riduzione dello 0,10% rispetto al tasso standard. Ipotizzando, così, una richiesta da 100.000 euro per un immobile del valore di 200.000 euro (Ltv al 50%) il Tan del “mutuo green” sul tasso fisso è dell’1,24%, sul variabile dello 0,72% e sul variabile con Cap (tetto massimo) dello 0,80%....
 
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Erogazioni, bilancio e previsioni: i numeri che nessuno conosce

Cover Story
Cosa accadrà nel 2018 al mercato del credito? I segnali positivi di fine 2017 verranno confermati anche nei mesi a venire? Di quanto cresceranno le erogazioni di mutui per l’acquisto della casa? E, parallelamente, cosa accadrà al mercato immobiliare? A queste domande risponde l’analisi elaborata con OFPowerView, database proprietario di OF Osservatorio Finanziario che, oltre a fare un quadro preciso della situazione attuale (aggiornata al terzo trimestre 2017), disegna anche le previsioni per il prossimo futuro. Ecco cosa possiamo aspettarci. Compravendite e mutui. Mutui e compravendite immobiliari sono sempre stati legati a doppio filo. Per capire cosa accadrà nei prossimi mesi, però, è necessario fare un passo indietro e analizzare e confrontare entrambi questi segmenti di mercato, partendo dai dati storici che ne hanno caratterizzato l’andamento negli anni. In linea generale, come evidenzia il grafico 1, il numero di compravendite notarili portate a termine dal primo semestre del 2015, è in netta ripresa. Il picco massimo è stato toccato nel secondo semestre 2016, assestandosi a 370 mila unità, mentre nel terzo trimestre del 2017 sono state compravendute 172.272 unità, con un calo del 13,84% rispetto ai tre mesi precedenti. Una riduzione generalizzata lungo tutta la penisola, ad eccezione delle isole che hanno registrato un decremento minore (-6,47% su base trimestrale). In particolare, però, svetta in positivo il caso del Molise: qui si è avuta una crescita del 32,87% rispetto al secondo trimestre del 2016 (per un totale di 853 unità). Mentre sono in aumento o stabili anche la Calabria, la Basilicata e il Trentino-Alto Adige. Confrontando il dato aggregato, però, su base annua il terzo trimestre del 2017 è risultato in linea con il periodo precedente: -0,02% a livello italiano, con il sud e le isole in crescita (+2,34% e +1,74% rispettivamente) e il nord-est in leggero calo (-2,98%)....
 
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Telecom, chi vincerà fra Vivendi ed Elliott? Genish risponde alle domande del Sole

Economia
Amos Genish, ceo di Telecom Italia, è in mezzo alla battaglia del suo azionariato, da una parte Vivendi dall’altra Elliott. Chi ha torto e chi ha ragione? E chi vincerà: Singer o Bolloré? Anzitutto vorrei chiarire che esiste una significativa differenza tra la strategia supportata dal consiglio Tim e il libro bianco di Elliott. Per garantire una sostenibile creazione di valore occorre focalizzarsi sul miglioramento della metrica finanziaria e operativa della società. Che vuole dire trasformazione digitale, migrazione alla fibra, cloud, digitalizzazione end to end, allocazione efficiente degli investimenti. Il piano Tim ha l’obiettivo di aumentare il free cash-flow prima della distribuzione dei dividendi a 4,5 miliardi (cumulati) in tre anni, quasi il triplo rispetto agli 1,6 miliardi generati nei tre anni precedenti. Questo ci aiuterà a ridurre l’indebitamento: a fine esercizio raggiungeremo un rapporto net debt/Ebitda di 2,7 volte, che calerà ulteriormente negli anni successivi. Quando recupereremo l’investment grade - e penso potrà succedere già nel 2018 - si potrà cominciare a ragionare sul ritorno al dividendo per le azioni ordinarie. Quanto al perimetro del gruppo, l’unico asset che potremmo cedere è Sparkle, poi bisogna vedere perchè ci sono i vincoli del golden power. Tutto il resto per il nostro business è strategico....
 
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Generali vende il Belgio per incassare 540 milioni

Economia
Alla vigilia dell’assemblea degli azionisti, che si terrà oggi a Trieste, Generali chiude la sua settima cessione e supera il target di piano che puntava a ricavare 1 miliardo di euro grazie all’uscita del gruppo assicurativo da 13-15 paesi ritenuti non più strategici. Ieri il Leone ha annunciato la vendita ad Athora Holding dell’intera partecipazione in Generali Belgium Sa, società attiva principalmente nel segmento vita. Grazie a questo accordo, la compagnia italiana riceverà un corrispettivo iniziale di 540 milioni di euro. La vendita, secondo le previsioni, comporterà a livello consolidato una plusvalenza di circa 150 milioni di euro, che sarà registrata alla chiusura della transazione, prevista nel secondo semestre del 2018....
 
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OfNews

Primavera italiana. Gli eventi da non perdere

Per un weekend a Roma in occasione dell’arrivo della corsa rosa si spendono 675 euro, a Brescia in concomitanza con il rientro delle vetture d’epoca che partecipano alla Mille Miglia 705 euro. Oppure ...

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Mutui. 5 grandi inchieste per scegliere bene

Tassi bassi, spread azzerati, offerte sempre più competitive. È ancora il momento di sottoscrivere un mutuo. Ma quali sono le promozioni attive? E quali i migliori sul mercato? OF Osservatorio finanzi...

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Airbnb diventa Plus: le case più belle per girare il mondo

Per soggiornare a Los Angeles in un appartamentino di design con piscina e barbecue si spendono dai 150 euro a notte. A Londra costa dai 142 euro al giorno prenotare un appartamento ricavato negli spa...

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Paypal, Apple, Amazon &co. La concorrenza alle banche arriva dai colossi dell’hi tech

PayPal pensa a conti, depositi, carte di credito. Amazon, dopo i pagamenti da mobile, ha lanciato una carta di credito per le Pmi e ora punta su un conto corrente light per i giovani. Google e Apple c...

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Il futuro della web TV

Netflix, Sky, Amazon & co. E’ iniziata la guerra dello streaming TV

E’ un mercato che vale miliardi. Netflix, finora, ha avuto gioco facile, ma la concorrenza sta diventando sempre più agguerrita. Stanno nascendo servizi di TV digitale. Nuovi attori hanno annunciato i...

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Il futuro della web TV: ecco cosa guarderemo

Netflix si è aggiudicata registi premio Oscar (i fratelli Coen), scrittori e sceneggiatori pluripremiati (la Shonda Rhimes di Grey’s Anatomy) e presentatori TV tra i più importanti degli USA (David Le...

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La TV del futuro? Si mimetizza, è intelligente e…

Da Samsung arriva il televisore che si confonde con l’ambiente, si accende e si spegne da solo, e controlla gli oggetti connessi che ci sono in casa. Panasonic punta sulla TV intelligente. Sony, invec...

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Quanto paga la liquidità?

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