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SOMMARIO

Un nuovo Piano Individuale di Risparmio con Anima Sgr e presto anche una soluzione assicurativa. Il mercato si sta popolando di nuovi attori e offerte, come quella di Banca MPS. E la raccolta aumenta. OF Osservatorio Finanziario ha chiesto a Paolo Delprato responsabile Area Mercati e Prodotti Retail di Banca MPS di fare un punto della situazione. Ecco le novità. E se e come cambierà il risparmio gestito nel prossimo futuro

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Il mondo del risparmio gestito è in trasformazione. Il mercato dei Piani individuali di risparmio, introdotti dalla Legge di Stabilità a inizio anno, si sta popolando di new entry. Ci sono fondi comuni, soluzioni assicurative e gestioni patrimoniali. Tutti accomunati da una tassazione agevolata e da un universo di investimento ben determinato che, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe agevolare l’economia del sistema paese. Ma non è tutto. Grazie ai PIR, dicono gli operatori, nasceranno nuove soluzioni, portafogli diversificati e, forse, agevolazioni ad hoc. OF Osservatorio Finanziario lo ha chiesto a Paolo Delprato responsabile Area Mercati e Prodotti Retail Banca MPS.

OF: Come sta cambiando il mondo del risparmio gestito a seguito dell’introduzione dei PIR?
Delprato: Grazie ai PIR, una percentuale non banale di nuovi sottoscrittori si è avvicinata per la prima volta al mondo del risparmio gestito. Si tratta per lo più di investitori abituati a gestire gli investimenti in modalità fai-da-te, scegliendo in autonomia i titoli azionari o obbligazionari sui quali investire. Diciamo quindi che i fondi PIR compliant ci stanno facendo allargare la base clienti, permettendoci di inglobare per la prima volta anche gli investitori fai-da-te.

OF: Dunque i PIR sono una sorta di prodotto-ponte per spingere verso altri prodotti finanziari del risparmio gestito?
Delprato: In un certo senso sì. Nel senso che il PIR è un prodotto ad altissima fidelizzazione. Lo prevede la legge: per ottenere i benefici fiscali è necessario mantenere le somme investite per 5 anni. Inoltre, è previsto che un individuo possa avere un solo PIR nel corso di tutta la sua vita.

OF: Nasceranno quindi programmi e iniziative di marketing volte a spingere l’acquisto di altri prodotti e servizi?
Delprato: E’ presto per dirlo, ma potrebbe accadere. Visto che appunto il PIR è un prodotto ad alta fidelizzazione con un investimento temporale di lungo periodo. Avvicinando nuovi clienti al mondo del gestito, infatti, sul lungo periodo si può pensare di costruire una relazione di gestione degli investimenti più completa. In modo da costruire un portafoglio che non includa solo il piano individuale di risparmio.

---- OF: A quanto ammonterà secondo lei il rendimento di un PIR sottoscritto oggi, supponiamo tra 10 anni?
Delprato: E’ troppo presto per dirlo. E’ chiaro però che essendo un prodotto strettamente correlato con l’andamento dell’economia italiana, in un contesto di crescita economica generale del sistema Paese si potrebbero ottenere rendimenti interessanti.

OF: MPS ha da poco presentato il suo primo PIR.
Delprato: Sì, abbiamo da poco lanciato un nuovo prodotto PIR in collaborazione con Anima Sgr, e abbiamo in programma di lanciare anche una soluzione di tipo assicurativo.

OF: Come si struttura il vostro PIR?
Delprato: Per il momento abbiamo scelto di concentrarci sui fondi comuni. Anima Crescita Italia classe AP è un fondo bilanciato obbligazionario ed è caratterizzato da una politica di investimento che rispetta i requisiti della composizione del portafoglio previsti dalla legge di stabilità. Quindi, il 70% del portafoglio è composto di titoli, azionari e obbligazionari, emessi da imprese italiane o europee con sede in Italia. All’interno di questo “pacchetto”, almeno il 21% dei titoli presenti è emesso da imprese non presenti nell’indice FTSE MIB.

OF: Come si compone il restante 30%?
Delprato: Come prevede la legge non ci sono vincoli di investimento per questa parte del fondo che dipende dunque dalla discrezionalità del gestore. Anima Crescita Italia è caratterizzato, per esempio, da una maggiore diversificazione sui mercati globali. La quota libera quindi si compone per il 5% di strumenti del mercato monetario europeo, per l’8% di azioni del mercato globale e per il 15% di titoli del mercato obbligazionario governativo internazionale.

OF: In questo modo si riduce il rischio a una esposizione troppo incentrata sul segmento delle pmi italiane?
Delprato: In un certo senso sì. Anche se bisogna considerare che i fondi PIR compliant non si differenziano in sostanza di molto dai fondi tematici. Anche in quest’ultimi casi, infatti, l’investimento è concentrato su una specifica area tematica o settore.

OF: Come ridurre il rischio quindi?
Delprato: E’ chiaro che non è buona norma investire su un solo prodotto finanziario: la diversificazione deve avvenire a livello di portafoglio, e non solo di singolo prodotto.

OF: Avete già dati sulla raccolta ottenuta?
Delprato: Per ora possiamo dire che siamo partiti molto bene. Nelle prime settimane abbiamo raccolto oltre 50 milioni di euro. E le sottoscrizioni continuano ad aumentare.

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